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LA STANZA DELLE OMBRE CURIOSE

 

Un’alta parete ad anello, quasi un anfiteatro, sbiancata, luminosissima e con una sola stretta apertura...

E’ lo spazio fascinoso che di notte attrae le ombre: l’ha voluto il signore del castello, per intromettersi nell’eccitante senso della loro distinguibilità...
Inquiete, curiose quando non sopportano più il buio che le rende invisibili corrono qui da ogni parte.

Non c’è luogo al mondo che non sia rappresentato.
Si ritrovano, finalmente liberate dalle strutture solide a cui erano costrette ad aggrapparsi.
Senza peso, impalpabili si intersecano, muovendosi armoniosamente nei vuoti d’aria, sfiorandosi col piacere di scoprirsi. Non hanno bisogno di un linguaggio per intendersi: i misteriosi fremitii che emettono, quando i loro contorni inconsistenti si confondono infilandosi gli uni negli altri, sanno dire più di ogni parola.

Movenze appena accennate, contatti di membra come abbracci si incrociano e si intensificano di mano in mano che le confidenze si fanno più provocanti, ognuna sa qualcosa di noi che le altre ignorano.
Pezzi di vita segnati per la miseria delle aspirazioni, erosi dall’inconcluso quotidiano, faticosamente messi in disparte da chi li ha vissuti, tornano a galleggiare fra il cicaleccio di insonni sagome notturne.

Ciò che la loro curiosità ha raccolto nel passaggio fra uomini e cose si manifesta in un osmotico scambio di riscontri molestanti....
Nemmeno i maneggi del signore del castello hanno il potere di interporsi... il paludoso inconfessabile che presiede ai giochi del passato, agita i profili delle ombre e ogni notte, finchè il tempo avrà notti, gli avanzi di ciò che abbiamo tentato di scrollarci via torneranno a tracimare nella stanza delle ombre curiose.

                                                                                            C.P. 

Pubblicato il 3/12/2015 alle 10.54 nella rubrica Diario.

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