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UN CORPO UMANO

Vorrei provare a descriverlo:  uno qualsiasi senza identità, gettato a caso nella vita  come un prodotto privo di codice a barre.
Da dove dovrei cominciare? A questa domanda mi sento rispondere: dall’inizio...
Sì, ma dove inizia un corpo umano?

Forse dalle tenere piante del piede cantate dal poeta che lo tengono avvinto alla terra e poi salendo alle caviglie e sempre più su... fino al cuore, il centro pulsante della vita, l’unico organo che  fa ascoltare la regolarità della sua presenza o dalla pelle che ricopre tutto con una corazza dolcemente tattile, impermeabile ed elastica.
Anche dai capelli potrebbe andare bene, mobili e proiettati in tutte le direzioni, sarebbe un inizio plurimo almeno per quanti riuscissi a contarne. Difficile trascurare le dita delle mani, che esplorano lo spazio come raggi indagatori e notificano informazioni al cervello. Già, c’è pure il cervello... che entra in conversazione e rielabora, sensazioni, desideri, pulsioni incofessabili e tutto ciò che di vitale le altre parti del corpo gli indirizzano. Come dimenticarle le altre parti, si lamenterebbero se non me ne curassi, apparati e organi si danno un gran da fare: secernono umori, fanno scorrere fluidi, filtrano veleni, triturano, digeriscono e infine sgombrano le scorie.
Di un oggetto così sconclusionato - tenuto in piedi  da un scheletro fragilissimo e da un guizzio di muscoli - in cui ogni parte dialoga con le altre a formare qualcosa di impossibile da definire, non vale nemmeno dire che non abbia nè capo nè coda perché un capo ce l’ha e una coda sembra che all’origine ci fosse.
Potrei disporre di mosse infinite  se scegliessi la cellula come punto di partenza, ma avrei così abdicato alla centralità del corpo e al tracciato di una forma ragionevole che si muove nello spazio verso orizzonti costantemente in fuga.  
Inciampo  sulla soglia di ogni tentativo di analisi, sospesa in un di più di dubbi, ripugnanze e contraddizioni che continuano a permanere inesprimibili e non so dare accoglienza che all’incapacità di continuare...
Non conosco scioglimenti per questa esplorazione e resto intrappolata dentro un corpo  enigmatico che forse  è unicamente il mio.
                                                       C.P.

Pubblicato il 7/1/2016 alle 10.27 nella rubrica Diario.

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