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LO SPACCIATORE DI PENSIERI

 Lo spacciatore di pensieri è sempre in cerca di roba da spacciare.

Corre di vertigine in vertigine immerso nel suo progetto, annusa, ascolta e ritiene. È un’attività che lo appassiona. Non sempre la raccolta è fruttuosa, nel senso che i pensieri che gli capitano a volte sono disturbanti o incomprensibili, ma ogni tanto c’è la folgorazione: l’improvviso imbattersi in una riflessività inusuale e sfavillante che lo ripaga di qualche delusione. Sì, perché i disappunti sono molti anche in situazioni in cui si auspicherebbe una capacità di raziocinio intelligente e rigorosa.

Se gli capitano pensieri troppo prevedibili ha un moto di sconforto, non gli va di rifilare dosi taroccate, ci tiene alla sua integrità di onesto pusher. È importante selezionare il meglio prima di spargere concetti...

Quando sente di avere tra le mani il materiale giusto si predispone a confezionare degli allettanti cartoccetti con motti, frasi, sentenze, riflessioni, ipotesi... Non è un’operazione da prendere alla leggera. Vanno selezionati a seconda della categoria dei destinatari, trascritti su carte morbide di colori diversi per non fare confusioni e sigillati perché non sfugga il loro senso.

E poi viene il più difficile... per un lavoro ben fatto è indispensabile identificare con diligenza i luoghi e le relative frequentazioni. Discoteche, bar, giardinetti, osterie di campagna, ristoranti, hanno diverse tipologie di habituè e le seminagioni devono essere accurate.

Il nostro spacciatore sceglie i posti e le ore, poi si avvia col suo fagotto. Arrivato in zona, discretamente, senza attirare l’attenzione sparpaglia in giro il contenuto.
Il più delle volte si attarda curioso vorrebbe partecipare direttamente al gioco dello scambio e sentire le sensazioni che le sue proposte hanno suscitato, peccato che a parte qualche raro caso nessuno esprima ad alta voce ciò che prova.

In questo affascinante impegno il suo solo rammarico è l’impossibilità di conoscere e potersi arricchire subito degli spunti inattesi che ogni meditazione scartocciata riesce a far germogliare.

Ma anche se non è in grado di disciplinare gli effetti delle proprie iniziative, nel suo zelo volontaristico c’è una consapevolezza irrinunciabile per cui vale la pena di continuare: la cognizione avvincente di un rigoglioso concatenamento di idee che prorompono e tracimano le une nelle altre fertilizzando l’esperienza senza soluzione di continuità.
                                                                                        C. P.

Pubblicato il 7/2/2016 alle 13.19 nella rubrica Diario.

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